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UNA STORIA ANTIFASCISTA - GINA 'LIA' GALEOTTI BIANCHI fonte DELTA NEWS indirizzo completo : www.mclink.it/personal/MK4720/articoli/delta160704teatro.htm |
PREFAZIONE
Forse a volte ci si dimentica delle storie apparentemente periferiche . Ci si dimentica che al di là dei momenti alti e celebrativi, esiste un mondo fatto di episodi che fanno parte di una quotidianità ai più sconosciuta ma dal valore estremamente significativo .
NOME DI BATTAGLIA LIA
Il quartiere di Niguarda è stato un punto di riferimento di primo piano per il movimento antifascista e per la lotta di Liberazione a Milano . E all' interno della sua storia un ruolo ancor più significativo lo rivestirono le donne dei suoi cortili e del Gruppo di Difesa delle Donne: quest' ultimo vantava a Milano ben 40.000 aderenti, 3.000 partigiane attive; era supporto indispensabile per le azioni dei G.A.P. e di altre formazioni militari; assisteva i militari abbandonati da un esercito allo sbando ; assisteva economicamente le famiglie in cui il marito, il padre, era nei lager o in carcere ; era parte integrante dei Gruppi Volontari della Libertà e del comitato cittadino nel C.L.N. ; compiva manifestazioni e comizi improvvisati nei mercati rionali o in altre zone della città ; forniva staffette in operazioni delicate ; stampava 'Noi Donne', un foglio clandestino che può essere considerato precursore del femminismo e dell' emancipazione della donna . Erano donne, infermiere e suore, le organizzatrici delle fughe rocambolesche che si verificarono dall' Ospedale di Niguarda, dove venivano ricoverati appositamente partigiani e combattenti . Inoltre, sulle spalle delle donne ricadeva gran parte del peso della realtà quotidiana, fatta di bambini - ed anziani da accudire nel freddo, nella fame e nelle malattie . All' interno della grande pagina dell' antifascismo, il quartiere di Niguarda a Milano, e le donne dei suoi cortili, ebbero un ruolo particolare . E lo spettacolo Nome di battaglia Lia, basato su una raccolta di testimonianze, mette in evidenza sia l' uno che l' altro . Niguarda si liberò il 24 aprile 1945, con un giorno di anticipo su Milano . E fu proprio in quel giorno che si consumò uno degli episodi più tragici della Liberazione della città : colpita al ventre da una raffica di mitra di nazisti sulla via della fuga, moriva - incinta di otto mesi - Gina Galeotti Bianchi, nome di battaglia Lia, una delle figure più importanti del Gruppo di Difesa della Donna . Emblematica di questa tragedia una delle ultime frasi di Lia : "Quando nascerà il bambino non ci sarà più il fascismo" . Un vivace ritratto della Niguarda resistente ; un testo dedicato alle donne e al loro coraggio .
n.d.r. : sono stati intitolati a GINA GALEOTTI BIANCHI i Giardinetti tra le Vie Hermada, Val di Ledro e Val d' Ossola (naturalmente a NIGUARDA) ....