IL SEVESO IERI E DOMANI

fonte UNIVERSITA' DI FIRENZE

indirizzo completo : www.unifi.it/rdrpp/rivista_0/phtml/0_03_Boatti.htm

 

Il Seveso trascorsa l’ epoca romantica assume presto la funzione di fiume dell’ industria dapprima fornitore di energia e contemporaneamente, subito dopo, ricettore dei reflui industriali : docilmente le immagini che ci giungono attraverso le sole cartoline postali ci parlano di un fiume scuro, minaccioso che esonda in continuazione allagando interi quartieri .

 

Figura 1 - Seveso a Niguarda - Foto anni ’50.

 

La riapertura del Seveso e la riscoperta dei tracciati storici del Naviglio Martesana, della Cerchia e della Vettabbia attraverso la creazione di un sistema continuo di canali di dimensioni variabili in grado di migliorare in modo significativo il paesaggio urbano dalla periferia nord, attraverso il centro storico, sino alle frange urbane del sud - est costituiscono il fulcro del progetto . Un progetto di questo tipo collega in modo interdisciplinare diversi aspetti spesso incongruenti se non in conflitto quali il riassetto idrogeologico, la sicurezza dalle inondazioni, la qualità della vita nella città e il rinnovamento del paesaggio urbano . Per quanto concerne il Seveso è maggiormente rilevante l’ aspetto idrogeologico e la messa in sicurezza di un intero quartiere di Milano, quello di Niguarda dalle ricorrenti inondazioni del fiume attraverso bacini naturalizzati di laminazione . Tale sistema dovrebbe garantire l’ afflusso delle acque di piena per tutto il tempo necessario nei bacini di laminazione (che dovranno avere la forma di laghi artificiali in cui innestare progressivi elementi di naturalizzazione) e il successivo scarico nell’ alveo del fiume solo quando quest’ ultimo fosse in grado di accettare tali acque (passata l’ onda di piena) . Immediatamente dopo o attraverso l’ aspirazione di acqua di prima falda o mediante l’ uso di canali di irrigazione, i bacini dovranno acquisire nuovamente acqua pulita .

 

Figura 2 - Schema di funzionamento dei bacini di laminazione del Seveso

 

I bacini artificiali dovrebbero essere localizzati nel territorio del Parco Nord Milano, parco di cintura metropolitana e tra le maggiori positive realizzazioni dell’ ultimo ventennio a Milano . Proprio la natura del luogo destinato a ricevere i bacini di laminazione rappresenta una sfida per il progetto . Si tratta di immaginare questo manufatto artificiale non come un corpo estraneo al disegno del Parco, ma come una necessità sociale che è anche motore della trasformazione del paesaggio esattamente come i sistemi irrigui dell’inizio del Medioevo hanno disegnato le forme del paesaggio agrario della Bassa pianura irrigua . Si toccano qui i temi fondamentali del nesso tra il paesaggio e il ruolo dell’ uomo nelle trasformazioni indotte dall’ uso antropico del territorio . Le vasche di laminazione naturalizzate possono essere insieme continuità del progetto del Parco Nord e nuovo sguardo verso problemi più generali: si chiede ad un Parco consolidato e apprezzato di ospitare una macchina che può significare una svolta per decine di migliaia di milanesi nella qualità della loro vita esattamente come quando i canali imbrigliando le acque hanno cambiato il volto del paesaggio selvatico trasformandolo progressivamente nel paesaggio agrario come oggi lo conosciamo .

 

Figura 3 - Bacini di laminazione del Seveso nella costruzione del paesaggio urbano